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NUMERO CHIUSO AD INGEGNERIA!

Consiglio di Facoltà assolutamente antidemocratico quello che si è tenuto oggi pomeriggio nell'aula Magna del Politecnico di Bari. Il Preside Antonio Dell'Aquila ha portato la proposta di introduzione del numero chiuso per tutti i corsi di laurea di Primo Livello (quindi non per le magistrali) della Prima Facoltà di Ingegneria a partire dall'A.A.2011/2012. C'è da dire che gli unici corsi che effettivamente necessitavano dell'inserimento del numero programmato erano quello di Ingegneria Edile e quello di Ingegneria Gestionale.  Un emendamento, poi posto ai voti, ha visto avanzare la proposta di inserimento del numero chiuso per i soli corsi di laurea su citati. Abbiamo espresso parere negativo in merito a questo punto in quanto riteniamo che questo avrebbe determinato una forte discriminazione fra colleghi del primo anno e, ancor peggio, avremmo potuto assistere ad un trasferimento di massa dai corsi a numero chiuso verso altri ancora "aperti"  senza pertanto risolvere alcun problema ma, anzi, creando una situazione di forte pericolo per il calcolo dei garanti nel successivo Anno Accademico (2012/2013). Era nostro obbligo intervenire anche oggi a tutela degli interessi degli studenti che verranno. I criteri con cui si giunge a questa decisione infatti sono a nostro avviso assolutamente discutibili. Non tutti i corsi di laurea, ad esempio, hanno sfruttato a pieno quelle che sono le poche aperture della legge, la quale prevede la possibilità di utilizzare anche docenti in pensioni come garanti per un determinato corso. Per i corsi di laurea triennale, magistrale ed a ciclo unico nello specifico questi possono essere rispettivamente in numero massimo di due, uno e tre docenti. Ad oggi però pare che ancora per molti corsi di laurea non si sia sfruttata questa occasione. Non tutti i docenti in pensione (o che raggiungeranno la pensione entro il 2013)  sono stati inglobati nel monte complessivo dei docenti garanti così come la legge prevede. Cosa significa questo? In soldoni, se si fosse sfruttato al massimo il numero di docenti in pensione (così come da noi richiesto più e più volte anche nel precedente Consiglio di Facoltà) quasi certamente si sarebbero potuti recuperare alcuni "preziosissimi" garanti permettendo contemporaneamente un'operazione di ridistribuzione di docenti di base o comunque di materie affini verso quei corsi fortemente in deficit ed elevando così il numero di studenti a cui è consentito l'accesso ai corsi  (ogni garante in più permette l'accesso ad ulteriori  30 studenti). Ancora una volta scelte sbagliate, non condivise, scelte che non tengono conto degli innumerevoli interventi della Rappresentanza, scelte forzate e dettate da aspetti che raramente emergono ma che per noi che viviamo giorno dopo giorno l'università sono ormai fin troppo chiari. Concludo dicendo che se l'intenzione del Ministro e del Governo era quella di colpire i Baroni, è bene comunicare loro che il tentativo è assolutamente fallito. Ciò che vediamo anche oggi è che gli interessi prevalgono su qualsiasi altra cosa e che è assai facile dar la colpa di tutto alle decisioni che piovono dall'alto. La realtà è che non si vuole cambiare nulla perché così va bene a troppi!

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