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Giornata della memoria

Per non dimenticare l'orrore. Per commemorare, ancora e sempre, tutte le vittime dell'Olocausto. Per non scordare l'atrocità delle leggi razziali. A 73 anni di distanza dalla liberazione di Auschwitz dai nazisti, ad opera delle truppe sovietiche dell'Armata Rossa, l'Italia celebra la Giornata della Memoria. Era il 27 gennaio 1945.

Oggi anche noi di Azione Universitaria Politecnico vogliamo ricordare l'atrocità di quegli eventi, nella speranza che corsi e ricorsi storici non debbano più fare il loro seguito nei secoli a venire.
Niente, meglio delle parole di Ester Fintz Menasce, possono raccontare come gli Ebrei vivevano quel periodo: 
"Ero come Anna Frank, mi sono riconosciuta molto nelle pagine che ha scritto quella bambina mia coetanea. Ero come lei, reclusa in una piccola stanza, in un tempo che sembrava non finire mai. La mamma ci faceva stare a letto tutto il giorno, in silenzio. Non dovevano trovarci, lì dove eravamo nascosti. Non potevamo parlare, né camminare, quasi neanche respirare. Potevamo solo pensare e pregare.
Mi ricordo della scuola, dove ero isolata dagli altri bambini. Mi avevano spiegato che doveva stare lontana perché non era di razza ariana. Ma pensavo che le razze fossero solo quelle dei cani, non riuscivo nemmeno a capire quelle parole. Ci furono però tante persone brave che ci aiutarono in quegli anni terribili: oltre alla nostra custode, anche il ragioner Gibelli che ci trovò prima una casa dove nasconderci sopra a Luino e poi ci aiutò per andare in Svizzera, l'unico posto dove potevamo salvarci. Il ragioniere aveva procurato dei documenti falsi e quella volta ci accompagnò lui oltre il confine, dove per fortuna, grazie a quei nomi "ariani" gli svizzeri ci tennero. I miei genitori vennero mandati al campo di raccolta, io e mia sorella date in affido a due famiglie diverse. Capitai a casa di un vecchio insegnante di pianoforte, cieco. Facevo le pulizie, gli dettavo gli spartiti, lui mi dava lezioni di musica. Restai lì fino alla fine della guerra. Solo al ritorno in Italia conoscemmo il destino dei nostri nonni, zii e cugini di Rodi, tutti morti nelle camere a gas". 
NON DIMENTICHIAMO! 
 
#AUP

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